By | Febbraio 1, 2019
Metodi di Recitazione Famosi

Come diventare attore, quale metodo di recitazione scegliere per formarsi e produrre le migliori performance possibili nella recitazione? Per diventare attore occorre tanto sacrificio e formazione. Applicarsi in corsi di dizione, di recitazione, di mimica è fondamentale, poi ci vuole anche tanta umiltà e fare “gavetta”, partire da piccole parti in piccole compagnie teatrali, magari già a partire dalle recite teatrali scolastiche. Non tutti, comunque, possono diventare attori, non tutti hanno l’attitudine, il talento e anche con questo non è detto che si abbia la fortuna di essere notati, di essere apprezzati nei vari provini che puoi fare. Studiare seguendo un buon Metodo di Recitazione è in ogni caso una buona partenza.

Quali sono i Migliori Metodi di Recitazione?

Fino ai primi decenni del ‘900 i giovani aspirantti attori apprendevano l’arte seguendo gli attori affermati che ottenevano notevoli successi grazie al loro “stato di grazia” che, però, in quanto tale, non poteva essere sempre replicato.

Le performance degli attori erano, perciò, perlopiù discontinue. Konstantin Stanislavskij introdusse un nuovo metodo di recitazione basato sull’espressione delle emozioni, del coinvolgimento dell’attore non nel citare semplicemente a memoria un testo ma con l’immedesimazione.

Questa fu una vera rivoluzione nella recitazione tanto che ancora oggi è uno dei Metodi di Recitazione più utilizzati e insegnati nelle varie scuole. Esistono anche altri metodi di recitazione parecchio praticati e in questo articolo li andiamo a conoscere.

Metodo Lee Strasberg

Certamente un attore da il meglio di se quando riesce ad immedesimarsi nel personaggio che deve interpretare e cosa c’è di meglio per riuscire in questo che attingere dalle proprie esperienze personali, da fatti e sentimenti realmente vissuti rendendoli coerenti con il personaggio.

Il metodo Lee Strasberg tende, quindi, a rendere assolutamente realistica la recitazione, un metodo seguito anche dalla mitica Meryl Streep in tante sue interpretazioni.

metodi di recitazione antichi

Metodo Stella Adler

Stella Adler ebbe come maestro Stanislavskij e il suo Metodo si basa proprio su quello del grande Maestro ma si differenzia per un maggiore richiamo emotivo, non fermandosi all’immedesimazione ma evocando emiozoni più profonde attingendo dall’immaginazione.

Nella recitazione di diversi attori e attrici in tanti film si nota l’applicazione del Metodo Stella Adler.

Metodo Sanford Meisner

Secondo Meisner l’attore deve vivere in modo veritiero determinate ciscostanze immaginarie ossia avere la capacità di rendere reale quello che non lo è e contemporaneamente rendere credibile questo di fronte agli spettatori.

Questo metodo si basa su un esercizio di ripetizione che, però, richiede a sua volta un’azione corale, un vero affiatamento tra attori, saper ascoltare gli altri sul set, quindi è un metodo parecchio limitato laddove all’attore siano richieste scene singole o monologhi.

Metodo Uta Hagen

Non si discosta poi molto il Metodo Uta Hagen rispetto al Metodo Strasberg. In entrambi i casi è richiesto all’attore di trasporre le proprie esperienze personali nel personaggio da interpretare, realizzando una piena identificazione.

In questa Full Immersion l’attore costruisce delle connessioni profonde tra se stesso e il personaggio che daranno alla performance un effetto di massoluto realismo.

Metodo Viola Spolin

Questo è un Metodo originale, che non assomiglia a nessuno dei metodi più famosi che, in diversi modi, si basano sull’emozione, sull’immedesimazioine con il personaggio e le sue emozioni.

Il Metodo Viola Spolin è dedicato all’improvvisazione, all’estemporaneità della performance. Si tratta, quindi, di un’auto-direzione, una prestazione di recitazione che non è pilotata dal regista e non ricalca un personaggio specifico e un rigido copione ma tutto è lasciato alla fantasia e all’estro dell’attore.

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