By | Maggio 12, 2018

Talvolta i bambini, soprattutto, presentano una tosse particolarmente intensa e resistente ad ogni rimedio, incontrollabile tanto da causare sovente anche il vomito. Può trattarsi di Pertosse, anche detta tosse canina o asinina per via dell’evocazione del verso del cane o dell’asino. Oggi questa malattia è diventata decisamente meno frequente grazie ai vaccini che vengono praticati ai bambini, che, quindi, sviluppano immunità rispetto ai batteri che ne sono causa. Si tratta di una malattia contagiosa che si poteva presentare anche in soggetti adulti che si contagiavano attraverso la tosse di neonati e bambini. Nei neonati la malattia assume una certa pericolosità per via della tosse così’ intensa da rendere difficoltoso al bambino mangiare, bere e anche difficoltoso il respiro.

La diagnosi avviene attraverso la visita medica ma poi può essere confermata da analisi del sangue, eventualmente radiografia sebbene questa diagnostica tende a non essere adottata per via della sua dannosità nei bambini, praticata solo in caso di assoluta necessità. Un’eventuale analisi dell’escreato del naso consente di dimostrare la presenza dei batteri che ne sono causa. Se la diagnosi è precoce, in genere un’adeguata terapia antibiotica è d’ausilio nell’attenuare la malattia e ad abbreviare il suo decorso. Il batterio che provoca la pertosse si chiama Bordetella pertussis, dotati di ciglia attraverso le quali riescono ad aderire fortemente al tratto respiratorio superiore rilasciando tossine che provocano gonfiore delle vie aeree, provocando la tosse.

Come ci si contagia

La Pertosse è una malattia esclusivamente umana che si diffonde da un soggetto all’altro attraverso:

  • Colpi di tosse
  • Starnuti
  • permanenza in ambienti comuni dov’è presente un malato di pertosse.

La contagiosità permane per due settimane dall’inizio della tosse anche se poi la manifestazione della forte e incontrollabile tosse permane per parecchio tempo. I soggetti vaccinati in genere non si ammalano di pertosse, sviluppano un’immunità ma in una piccola percentuale di soggetti vaccinati la pertosse si manifesta ugualmente ma in forma parecchio attenuata. L’immunità da vaccino ha una durata variabile da 4 a 20 anni, per cui sarebbe consigliabile una dose di richiamo almeno ogni 5 anni. L’incubazione della pertosse è tipicamente di 5 giorni dall’esposizione ma può anche durare tre settimane prima di manifestarsi con i suoi caratteristici sintomi, il principale, appunto, l’insorgenza di tosse e, spesso, febbre, con un quadro simile ad un forte raffreddore, per trasformarsi rapidamente nella caratteristica tosse. Alcuni neonati non manifestano la tosse ma divengono cianotici, smettono di respirare, vanno in apnea e molti bambini, il 50% dei neonati al di sotto di un anno che contraggono la Pertosse, richiedono il ricovero ospedaliero.

Il particolare tipo di tosse è provocato dalla costrizione della laringe e le crisi di tosse si verificano con maggiore frequenza nelle ore notturne; la malattia è fortemente debilitante, il malato si sente stanchissimo, la tosse può durare anche oltre 10 settimane, tanto che in Cina viene denominata “la tosse dei 100 giorni”. La complicazione più frequente della Pertosse nei bambini è lo sviluppo di una polmonite ma in alcuni casi si verificano convulsioni mentre nel 63% dei casi di bambini piccoli non vaccinati si verifica apnea con cianosi. La pertosse colpisce anche gli adulti ma in questi casi le complicazioni sono meno severe, il 33% dei casi registra una perdita di peso, il 28% perdita di controllo vescicale, solo il 2% sviluppa una polmonite.

La cura della pertosse consiste soprattutto nella somministrazione di antibiotico ma non per periodi superiori a tre settimane, durante le quali si suppone la cessazione dell’infezione anche se la tosse permane decisamente più a lungo. Soprattutto nei bambini curare attentamente l’idratazione e rivolgersi al medico se si sospetta un calo di idratazione del bambino,. Non somministrare mai farmaci che non siano prescritti dal pediatra, nemmeno farmaci per il controllo della tosse, che risulterebbero, oltretutto, inutili.

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